autore:
Beatrice Pagan
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"Le opere selezionate si contraddistinguono per il valore di ricerca sul contemporaneo e il tratto distintivo della contemporaneità è la guerra". Con questa affermazione il direttore Marco Müller ha voluto sottolineare, nell'affollatissima conferenza stampa romana di presentazione della 64. Mostra del Cinema di Venezia, il fil rouge che lega le opere presenti al festival che si terrà dal 29 agosto all'8 settembre. La manifestazione lagunare compie il 75esimo compleanno e per festeggiare ci saranno numerose sorprese e soprattutto il Leone d'oro speciale a Bernardo Bertolucci. Un programma ricchissimo, un'offerta molteplice sotto il profilo stilistico, tematico e produttivo che conferma come la manifestazione lagunare sia "un punto di riferimento imprescindibile nel mondo", secondo le parole di Davide Croff, presidente della Biennale. 57 lungometraggi nelle tre sezioni della selezione ufficiale, al 90% in prima mondiale, su un totale di 3122 opere visionate. 15 i lungometraggi americani: "è una delle edizioni più anglofone perché il cinema dei paesi anglosassoni è quello che dimostra maggiormente di sapersi continuamente rinnovare" ha specificato Müller, quest'anno in scadenza di mandato dopo 4 anni di direzione. In concorso fra gli altri Brian De Palma, Kenneth Branagh, Peter Greenaway, Paul Haggis, Ang Lee, Ken Loach, Miike Takashi, Eric Rohmer, Youssef Chahine, Wes Anderson e gli italiani Vincenzo Marra, Andrea Porporati e Paolo Franchi. Fuori concorso Woody Allen, Claude Chabrol, Takeshi Kitano e Manoel de Oliveira. Nella sezione Orizzonti Alex Cox e Julian Schnabel. La giuria, presieduta da Zhang Yimou, sarà composta da Catherine Breillat, Jane Campion, Emanuele Crialese, Alejandro Gonzàlez Iñarritu, Ferzan Ozpetek e Paul Verhoeven. Il direttore Müller non ha mancato di "rassicurare" i giornalisti confermando anche quest'anno la presenza di un film a sorpresa fuori programma che potrebbe fare parte del concorso. Del resto, dopo la scorsa competizione, vinta proprio dal film a soprpresa, Still Life, Müller sembra averci preso gusto. Ancora sconosciuto il programma dedicato a Tim Burton, Leone d'oro alla carriera di questa edizione, mentre ricchissimo è il programma della retrospettiva sul Western all'italiana, quarto capitolo della Storia segreta del cinema italiano, curata da Marco Giusti e Manlio Gomarasca. "È stato un cinema popolare che sapeva dialogare con tutti nel mondo ed è stato un punto di riferimento per molti registi di oggi, dalla Corea al Giappone agli Stati Uniti" ha spiegato Müller. Padrino dell'evento, ovviamente, Quentin Tarantino. Due infine gli omaggi tributati a due registi scomparsi quest'anno: Luigi Comencini, uno degli autori più significativi del rinnovamento del cinema italiano, e Ousmane Sembène, padre del cinema africano e capofila del nuovo cinema internazionale. |