10.000 AC


critica5

Sul finire dell'Era glaciale, gli Yagahl, una tribù di cacciatori delle montagne, sono ridotti alla fame da quando le loro prede abituali, i mammut, hanno cominciato a scarseggiare nei dintorni. Il capotribù se ne va in cerca di una soluzione, ma non torna più e tutti vedono il suo atto come un abbandono e un tradimento e suo figlio, D'Leh (Steven Straight) cresce con questa vergogna. Solo le profezie della Vecchia Madre (Mona Hammond) l'amore per la bella Evolet dagli occhi azzurri (Camilla Belle) gli danno la forza di reagire e reclamare il suo posto di capo. Ma quando la ragazza, insieme ad altri membri della tribù, viene rapita da una banda di guerrieri, D'Leh, insieme a pochi altri coraggiosi, fra cui il suo saggio mentore, Tic'Tic (Cliff Curtis) si mette sulle loro tracce e per la prima volta attraversa le montagne per ritrovarsi ad esplorare un mondo nuovo, ostile e imprevedibile.Il cinema di Roland Emmerich è talmente fracassone e alla buona che farebbe simpatia se fosse fatto con due lire e pochi mezzi, se fosse insomma di serie B. Ma il Nostro appare interamente appagato, come il suo pubblico, dai soli effetti speciali che non teme di apporre la propria firma, anche in veste di co-sceneggiatore, su storielle semplicistiche che pretenderebbero di celebrare – ormai senza neanche più il senso di colpa - la storia e il coraggio dei pellerossa: gli Yagahl e i mammut sono l'equivalente dei pellerossa e della loro fonte di sostentamento, i bisonti delle praterie, fusi col presente del popolo Maori (di cui diversi attori sono presenti nel cast). E con la stessa faciloneria si ispira agli antichi Egizi, qui puramente in veste di villain, aggiornandone la storia col mito moderno dell'origine aliena della loro civiltà. Perché quello di Emmerich è un baraccone da circo colmo di idee stinte dall'uso, un calderone dove si mescolano, senza essere stati un minimo rielaborati e personalizzati, spezzoni di un cinema solo apparentemente nuovo, levigato a colpi di computer graphic, ma che invece sa di vecchio: più (indegnamente) prossimo ai grandi kolossal di Cecil B. De Mille, che alle fiabe moderne di Spielberg o Jackson (il cui King Kong Emmerich tiene presente per la scena dell'inseguimento dei mammut). E poco importa che le sue creature digitali siano tecnicamente uno o due passi avanti rispetto a quelle degli ultimi anni, se poi il film soffre di assenza di tensione, ritmo e peculiarità, nel suo appiattimento di qualunque riferimento visivo e spazio-temporale. Perché 10.000 AC è più un fantasy d'avventura che un film d'ambientazione storica. Gli autori hanno dichiarato che non volevano fare un documentario: nessuno glielo chiedeva, ma un minimo di coerenza in più, sia pure a livello di genere cinematografico, non avrebbe guastato: lasciamo stare la datazione delle piramidi anticipata qui di almeno 8.000 anni (ma sappiamo dai tempi di Stargate che Emmerich crede più a Hancock che agli egittologi), ma quanti buoni sentimenti, quanto amore, amicizia, e lealtà e cosmopolitismo d'antan, e quanta poca barbarie, in un film d'ambientazione preistorica, con tutte quelle barbette ben curate! Cosa si salva dunque? Ben poco. Le creature, ovviamente: la tigre dai denti a sciabola, che però sa ancora un po' di cartone animato, i mammut e soprattutto i terribili uccelli predatori della giungla. E poi certi paesaggi suggestivi (con location in Nuova Zelanda, Sudafrica e Namibia), come quello montagnoso e nevoso che circonda il villaggio degli Yagahl, la visione delle vele rosse delle navi che portano via i prigionieri – forse l'immagine più bella del film - e poi delle piramidi in costruzione in mezzo al deserto. Ma se è per questo erano suggestive anche l'enorme onda anomala che inabissava New York in The Day After Tomorrow o le gigantesche astronavi di Independence Day. Ma sono cose che ormai si ritrovano in molti videogiochi odierni, che magari contengono anche storie più interessanti dei banali canovacci di Emmerich. La superflua e pedante voce narrante, nella versione originale, appartiene a Omar Sharif.
Avventura/Storico, USA, 2008

titolo originale:
10,000 BC

regia:
Roland Emmerich

cast:
Steven Strait, Camilla Belle, Cliff Curtis, Joel Virgel, Mona Hammond, Mo Zainal

distribuzione:
Warner Bros.

uscita:
14/03/2008