Alamo – Gli ultimi eroi


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C’è chi sostiene che il genere western sia ormai morto. Il pubblico non si appassiona più alle vicende dei pionieri americani, alle gesta della frontiera, ai cowboy e agli indiani: le battaglie è meglio situarle in un futuro imprecisato o in una realtà parallela, e i cowboy devono essere dello spazio. Neppure la televisione trasmette a notte fonda i classici del genere. Chi si ricorda di Alamo? E di John Wayne nella parte di David Crockett?
Alamo – Gli ultimi eroi del regista John Lee Hancock (Un sogno, una vittoria) è un film che va visto e per numerosi motivi. Prima però ricordiamoci di Alamo.
In origine Alamo non era che una missione spagnola di frontiera, che cadde in rovina e fu convertita in forte militare dagli spagnoli. I messicani vi sopraggiunsero nel 1821, quando il Messico si separò dalla Spagna. Gli indigeni, i ‘tejanos’, insieme agli ‘anglos’ iniziarono a colonizzare quei territori aridi, parte dell’attuale Texas, occupando le terre assegnate con le agevolazioni dal governo di Antonio Lopez de Santa Anna. C’era una condizione: dovevano diventare cittadini messicani e di religione cattolica. Santa Anna aveva mire dittatoriali, chiuse le frontiere e smantellò il Congresso Messicano. Gli abitanti delle cittadine intorno a Alamo cercarono di costituire una repubblica con un governo provvisorio. Santa Anna si mise alla testa di un immenso esercito che, in 30 giorni, sfidando il gelo dell’inverno, raggiunse la zona. E qui iniziano le gesta che portarono Alamo a essere considerata ‘la culla della libertà texana’ e la battaglia più celebrata nella storia dello Stato. Il generale Sam Houston, comandante dell’esercito texano, intuendo i piani di invasione di Santa Anna, ordinò l’evacuazione di Alamo. Ma il tenente colonnello William Travis, ventiseienne avvocato con nessuna esperienza militare, il colonnello James Bowie, amico di Houston, e Davy Crockett, una leggenda vivente, cacciatore di orsi in Tennessee, insieme a quasi 200 volontari, disobbedirono e si asserragliarono nel forte. Per 13 giorni i difensori di Alamo resistettero all’assedio dell’esercito degli oltre 2400 uomini di Santa Anna: all’alba del 6 marzo 1836 l’esercito messicano ebbe la meglio e uccise tutti i texani. L’ordine era chiaro: non fare prigionieri. Il 21 aprile il generale Houston al grido di “Remember the Alamo!” (“Ricordatevi di Alamo!”) sconfisse a San Jacinto lo spietato Santa Anna: e furono solo 18 minuti di battaglia.
Vediamo da vicino i protagonisti di una pellicola che, nel passato, conta circa 13 antecedenti:
David ‘Davy’ Crockett (Billy Bob Thornton): figura dominante dell’intero film, è l’elemento di coesione del gruppo, riesce a infondere coraggio in maniera pacata e niente affatto retorica. L’interpretazione di Thornton è intensa e memorabile: lo sguardo mesto tiene in realtà a bada un carattere di fuoco e le rughe profonde nel suo volto rendono il passato di fantasmi dell’uomo. Crockett è un personaggio doppio: un solitario cacciatore, pieno di dubbi e problematico, ma anche un uomo politico, osannato dalla folla in un teatro. Da ricordare la scena in cui suona il violino per contrastare la ripetuta marcia notturna del motivo Deguello della banda messicana, e la frase: “É incredibile cosa possa fare un’armonia”.
Jim Bowie (Jason Patric): colonnello noto per le sue infamie, avido di ricchezze e potere, commerciante di schiavi, finisce ad Alamo, ammalato di tubercolosi e tifo. Ha alle spalle la morte della moglie messicana, ed è un uomo spezzato, molto carismatico, che riesce a trasmettere questa sua dote al giovane Travis. Bowie, con il suo leggendario coltello da 48 cm., rimane una figura enigmatica, piena di luci e ombre, perfettamente resa dallo sguardo luciferino di Patric. William Travis (Patrick Wilson): giovanissimo avvocato, si trova ad Alamo per caso e contro voglia. All’inizio è un immaturo, rigido nell’osservanza delle regole, un ‘dandy’ ben vestito malvisto dagli altri. Ha lasciato la moglie e i due figli; per combattere e avere lustro è disposto a tutto. Ma ad Alamo qualcosa cambia in lui, apprende il senso dell’onore e, rispetto a Bowie, leader ‘naturale’, acquista consapevolezza e il rispetto degli altri riflettendo su se stesso.
Sam Houston (Dennis Quaid): è il generale che portò il Texas a costituirsi come uno Stato dell’Unione. Uomo dibattuto, presentato come un alcolizzato, ha idee all’avanguardia per il suo tempo. É anche un individuo pieno di sé, egocentrico quasi quanto Santa Anna. L’attore dichiara: “Il modo per umanizzare un mito è mostrarne i difetti. I soldati di Alamo ne avevano molti, anche se poi hanno compiuto un gesto eroico. Non c’erano allora persone che andavano in Texas, se non spinte da qualche problema”.
Il regista, sceneggiatore insieme a Leslie Bohem e Stephen Gaghan, porta sugli schermi un film che inizia a scardinare, e quindi rimoderna, il genere: fa un lavoro di scavo psicologico dei personaggi. Qui non ci sono i buoni e i cattivi, ma individui con differenti motivazioni. Lo stesso Santa Anna (Emilio Echevarría) è talmente disgustoso e vanaglorioso da divenire la parodia di un dittatore, monito a stare con le orecchie e gli occhi bene aperti, perché la libertà è ancora il valore più grande, mai fuori moda. Santa Anna ha le sue ragioni: pronuncia frasi indicibili in un classico film western patriottico, “se lasciamo Alamo ai nuovi coloni, apriremo le porte agli americani per il possesso del Texas. Chi controlla Alamo, controlla il Texas”. Impensabile ai tempi di John Wayne.
E i valorosi combattenti di Alamo non sono santi o spiriti nobili: sono ubriaconi, uomini volgari e sprezzanti, spezzati dalla vita e senza famiglia, oppure sono damerini che si preoccupano della divisa militare, abbandonano la moglie e i figli, vanno con prostitute e giocano d’azzardo. Lo stesso Davy Crockett ha un passato di stragi di indiani, deve portare sulle spalle il peso della sua fama, perché è questo che gli viene chiesto.
L’esercito messicano, lustro nelle sue divise blu rosso e oro, si batte contro un manipolo di straccioni, di cui la maggioranza è gente comune, non abituata a combattere. Alamo stessa è un rudere di fortezza, di pietre giallastre cotte dal sole, con le statue di San Francesco e San Domenico sulla facciata, i fianchi esposti agli attacchi, che domina una piana brulla, per nulla accattivante. Alamo diventa per tutti il luogo della redenzione e della seconda possibilità: c’è chi ce la fa, chi no.
É un film di cui si conosce la fine, vera pellicola di morti-viventi: gli uomini, asserragliati come topi in trappola, sanno di dover morire e di non avere vie di fuga, la sorpresa per loro e per noi sta nel vedere se, nel momento fatidico, ci riusciranno da eroi o da vigliacchi.
Western, USA, 2004

titolo originale:
The Alamo

regia:
John Lee Hancock

cast:
Patrick Wilson, Jason Patric, Billy Bob Thornton, Emilio Echevarria, Dennis Quaid

distribuzione:
Buena Vista

uscita:
25/06/2004