Alla ricerca dell'isola di Nim


critica6

Dopo anni di drammi, thriller e discutibili riflessioni sulla violenza in America, ecco ritornare Jodie Foster al terreno poco praticato della commedia, stavolta con influenze avventurose, con cui cercare di ricaricare le batterie e arrivare a un pubblico anche più infantile. Lo fa, probabilmente sfruttando la scia del lancio pubblicitario di Indiana Jones, con questo film diretto da Maerk Levin e Jennifer Flackett, che cerca di restare sull’onda fortunata dei romanzi per ragazzi per parlare ancora e sempre di famiglie e solitudini. Scritta dai registi con Joseph Kwong e Paula Mazur, da un racconto di Wendy Orr, un’avventura familiare e dai risvolti fantasy che mentre prende le pieghe della favola ironica, gioca anche le carte della commedia più sofisticati, dagli accenti quasi metalinguistici. Ambientato quasi per intero sull’isola di Nim (divisa a metà tra una riserva australiana e la ricostruzione in studio), un luogo di fantasia in cui l’isolamento dall’uomo non pregiudica ne l’elettricità né internet, il film racconta in chiave ecologista il tema della solitudine e dell’importanza delle figure familiari, prendendo due personaggi speculari ma di segno quasi opposto: da una parte Nim, ragazzina che non ha mai conosciuto nessuno a parte il padre e che vive la sua solitudine come una disperata richiesta d’isolamento da quel mondo che potrebbe distruggere la sua terra, dall’altra Alexandra, scrittrice nascosta dalla civiltà, sia perché rinchiusa dentro casa dalla sua ossessione sia mascherata nei panni di un avventuriero opposto a lei (col quale simpaticamente dialoga). A metà strada da una fantasia infantile e All’inseguimento della pietra verde, il film sceglie i toni rassicuranti della fiaba, del messaggio ecologico (a dire il vero tanto radicale da sembrare “fascismo verde”) e dell’humour – visto che i personaggi di Alex e Alexandra sembrano parodie di personaggi tipici – mettendo assieme molti temi ma mancando di scatto, di grinta, di verve dietro il divertimento un po’ superficiale. La sceneggiatura in particolare ha i suoi limiti sia nella struttura, poco equilibrata nel dividersi intre e troppo tirata per le lunghe nella preparazione e nella parte centrale, sia nello sviluppo, troppo statico per essere davvero avventuroso (anzi, paradossalmente la più movimentata è la storia della meno adatta); meno male che la regia, pur non dotata di ritmo particolare, sa gestire i tempi della commedia, la recitazione degli attori e una bella confezione (specie la fotografia di Stuart Dryburgh e le scene di Barry Robison) e una messinscena datata ma che sa rendere il senso artigianale dell’avventura di un tempo, come dimostrano gli animali animati meccanicamente o i titoli in stile burattini. Intrattenimento con insegnamenti un po’ stantii, che trova la sua maggior fonte di divertimento in una Jodie Foster sopra le righe e perfettamente a suo agio con i toni della commedia slapstick; anche il resto del cast se la cava, anche se Gerard Butler sembra un po’ sprecato. Ma tanto il vero fulcro è la prova della Foster, su cui si basa l’appeal anche produttivo del film, che si superano le due, tre vene che cerca di saccheggiare, risulta addirittura piacevole.
Avventura/Commedia, USA, 2008

titolo originale:
Nim's island

regia:
Maerk Levin, Jennifer Flackett

cast:
Abigail Breslin, Jodie Foster, Gerard Butler

distribuzione:
Moviemax

uscita:
11/04/2008