Bambi e il Grande Principe della foresta


critica7

Come da consuetudine, la Walt Disney Pictures ha deciso di rispolverare, realizzandone un nuovo capitolo, uno dei suoi classici di maggior successo: "Bambi". I tradizionalisti più convinti, quelli cresciuti mandando avanti e indietro la videocassetta che proponeva la struggente storia del piccolo cerbiatto rimasto prematuramente orfano di madre, staranno sicuramente storcendo il naso, credendo di trovarsi di fronte all'ennesimo sequel approssimativo senza capo né coda che ripropone gl'ormai celebri personaggi in fantomatici futuri alla "Bambi vent'anni dopo". Questo tipo d'operazioni sono alquanto azzardate e, proprio per questo, il più delle volte si son rivelate un completo fallimento (o quasi!). Probabilmente questo film è l'eccezione che conferma la regola.
"Bambi 2" punta ad essere un "classico moderno", poiché riesce a fondere il perfezionismo grafico, figlio del nuovo concetto d'animazione che ha preso piede nell'ultimo decennio, con la struttura, sia nei contenuti che nelle modalità narrative, tipica della Disney vecchia maniera. Un altro dei punti di forza di quest'opera risiede nel fatto di "non essere un sequel", poiché raccontando la storia e le gesta di un Bambi ormai adulto con moglie e prole al seguito, si sarebbe corso il rischio di discostare in maniera eccessiva il celebre personaggio (e di conseguenza tutto il contesto) dall'idea e soprattutto dallo splendido ricordo che tutti (chi più chi meno) conservavano di esso.
Così la definizione che meglio incornicia la pellicola, è senz'altro il "midquel", infatti, la storia è ambientata in un periodo della vita del protagonista, collocabile temporalmente a metà del primo film, ma che in quest'ultimo era stato lasciato in sospeso: ossia quando, dopo la morte della madre, Bambi si trova a dover essere accudito dal padre, il Grande Principe della foresta, fino all'arrivo della primavera. In questo nuovo racconto, il cerbiatto dovrà affrontare, oltre alla recente perdita della madre, anche la diffidenza e l'austerità del nobile padre (di certo non abituato ad occuparsi dei cuccioli), col quale condivide però il dolore della perdita. Bambi, nell'affrontare tristi ricordi e nuove entusiasmanti esperienze, si vede affiancato ancora una volta da uno stuolo di vecchi e nuovi amici: ritroviamo personaggi indimenticabili come il simpaticissimo coniglietto Tamburino, la puzzola Fiore, la bella cerbiatta Feline e il saggio Amico Gufo ma anche nuove conoscenze come il bisbetico Porcospino o il cerbiatto attaccabrighe Ronno.
Se le tematiche che permeavano il primo film erano principalmente rintracciabili nella morale ambientalista e nella metafora della crescita vista come passaggio dalla fanciullezza alla maturità, in questa seconda avventura, pur essendo esse ancora molto presenti e importanti, il vero nodo focale è senza dubbio rappresentato dal rapporto padre/figlio e dal concetto di elaborazione del dolore. La convivenza a cui vanno in contro Bambi e il padre, oltre a delineare i tratti talvolta contrastanti delle dinamiche familiari, diventa quasi un viaggio catartico verso uno stato di accettazione del dolore e della perdita, dalla quale i membri di questo neonato nucleo affettivo vengono uniti, raggiungibile grazie alla condivisione e ad un reciproco interscambio emotivo. Così se nella precedente pellicola "la maturazione" del protagonista (sia fisica che psicologica) era dovuta all'esigenza di rispondere a stimoli ed esperienze "esterne" (ad esempio il relazionarsi di Bambi con gli amici), qui il processo è attivato da una maggiore riflessione interiore tramite la quale i due protagonisti possono avvicinarsi, conoscersi e "crescere", potendo così tornare a vivere la vita avendo metabolizzato gli spettri del passato.
Per quanto riguarda la sfera tecnica, "Bambi 2" è, come si sul dire, una gioia per gli occhi. I colori sono caldi e avvolgenti, talvolta sfumati, rendendo l'atmosfera quasi onirica e sicuramente coinvolgente. La computer grafica, almeno visto l'utilizzo che oggi se n'è fa nei film d'animazione, è asservita ad un uso, per così dire, "tradizionale" del tratto e del disegno, quasi a volerci riportare indietro di qualche anno senza rinunciare però ad una resa visiva eccellente. La colonna sonora, strutturata come fosse un vero e proprio poema sinfonico, accompagna abbastanza bene la narrazione, senza risultare soffocante e senza distrarre lo spettatore dall'azione.
Certo, il fascino e la bellezza del "Bambi" originale, pur essendo passati oltre sessant'anni, non sono eguagliati né eguagliabili, ma il risultato finale è alquanto dignitoso e, visto i precedenti flop della Disney proprio nel campo dei "capitolo secondo", per niente deludente, anche perchè non si tratta di un vero e proprio continuo ma bensì di un completamento.
In definitiva questo "Bambi 2: Bambi e il Grande Principe della foresta" si rivela per i più piccoli un'esperienza piacevolissima che sarebbe un peccato non vivere e per i più grandi quel "caramello made in Disney" che talvolta può migliorare la giornata.
Animazione, USA, 2006

titolo originale:
Bambi 2: Bambi and the Great Prince of the Forest

regia:
Brian Pimental

cast:
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distribuzione:
Buena Vista

uscita:
03/02/2006