Bratz


critica3

Per la gioia delle più piccole, arriva sui nostri schermi il film delle famosissime Bratz, bambole di successo che hanno in parte oscurato la notorietà della leggendaria Barbie. Ovviamente, una tale fama non poteva che far presa anche sul cinema e, per l’occasione, il regista McNamara, coadiuvato dal produttore Avi Arad (famoso per la trilogia di Spider-Man e degli X-Men), ha optato per una soluzione particolare: una rappresentazione in carne e ossa di Yasmin, Jade, Sasha e Cloe.
Diverse per background e interessi, le quattro ragazze, grandi amiche sin dall’infanzia, si trovano ad affrontare un cambiamento importante nella loro vita: il passaggio al liceo. In una scuola comandata dalla perfida Meredith, figlia del preside Dimly (interpretato da Jon Voight), i vari gruppi precostituiti andranno a minare il forte legame esistente, spingendo ciascuna all’interno dell’aggregamento più consono e sfaldando definitivamente i contatti un tempo inscindibili. Dopo due anni però, un incidente a scuola, farà capire loro che l’amicizia è più importante delle diversità e le spingerà a combattere per eliminare le divergenze, in favore di una totale libertà nel rapportarsi con gli altri, anche se con interessi e modi di vita dissimili.
Le quattro dovranno però vedersela con Meredith, che farà di tutto per tenere la situazione in pugno, umiliandole e sfruttando i suoi agganci per prevalere. Il tutto in un mondo talmente patinato e mtv style da essere più deleterio che edificante per le ragazzine. Infatti, i continui riferimenti alla moda e all’essere cool, la musica onnipresente e frastornante e una serie di stereotipi davvero insopportabili, vanno a nascondere un messaggio di base (quello dell’amicizia e del saper rispettare tutti, anche se diversi) che passa inaspettatamente in secondo piano. È giusto strizzare l’occhio al pubblico più giovane e cercare di ingraziarselo, ma alla fine quello che rimane è una visione talmente lontana dalla realtà che non può in alcun modo giovare e anzi può portare a credere ad un modus vivendi così assurdo (le classiche americanate) che ci porta a sconsigliare la visione del film anche alle più giovani.
Inoltre, la pellicola presenta notevoli difetti anche da un punto di vista più strettamente tecnico. Passi la recitazione ai limiti della sufficienza, passi la tendenza a riempire i numerosi vuoti con una colonna sonora che spazia dall’house al punk rock, ma quello che non si riesce a sopportare è il continuo affastellamento di cliché così inaccettabili da recare talvolta persino un senso di fastidio. E vedere in un film di questo tipo, un attore del calibro di Jon Voight, in una parte assolutamente accessoria, è un ulteriore motivo di delusione e tristezza. Certamente non ci aspettavamo un capolavoro, questo è poco ma sicuro, ma speravamo almeno in una pellicola d’intrattenimento in grado di divertire e, soprattutto, adatta veramente alle più piccole.
Bratz è invece un concentrato di superficialità e temi vuoti che ci sentiamo di sconsigliare vivamente.
E, alla luce di quanto detto, non sorprendono più di tanto le numerose nomination agli scorsi Razzie Awards (tra le quali persino quella per il peggior film).
Commedia, USA, 2007

titolo originale:
Bratz - The movie

regia:
Sean McNamara

cast:
Logan Browning, Janel Parrish, Nathalia Ramos, Skyler Shaye, Chelsea Staub, Anneliese Van der Pol, Malese Jow, Stephen Lunford, Jon Voight, Ian Nelson

distribuzione:
Eagle Pictures

uscita:
06/06/2008