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Neil Jordan si avvale per la seconda volta, dopo il precedente "The Butcher Boy", di un testo dello scrittore irlandese Patrick McCabe. "Breakfast on Pluto", come vuole suggerire il titolo, rimanda a quel senso di spensieratezza e di libertà che solo la nostra fantasia ed immaginazione ci possono offrire, un luogo immaginario in cui evadere per realizzare i propri sogni. Attraverso un meccanismo di suddivisione per capitoli e con l'ausilio di due pettirossi-narratori, Jordan ci presenta la crescita del protagonista Patrick Braden (Cillian Murphy), dal suo essere abbandonato sull'uscio di casa di padre Bernard (Liam Neeson), fino al suo sviluppo adolescenziale che lo porterà a prediligere i trucchi e gli abiti femminili e a farsi soprannominare dalla gente "Gattina". A causa del giudizio negativo della comunità conservatrice in cui vive, deciderà ben presto di lasciare il piccolo paese di Tyreelin (inventato dal regista) nella provincia irlandese per le arie più libertarie della capitale inglese di fine anni '60 - inizio '70, dove andrà alla ricerca della propria madre naturale (Eva Birthistle). Il regista di "Michael Collins" non si è comunque dimenticato di affrontare, anche se solo di sfuggita, la questione irlandese, i cui eventi drammatici fanno da sfondo all'evoluzione della storia che, nelle sue due ore abbondanti di durata, scorre velocemente e senza intoppi. Nel suo viaggio Patrick incontrerà diversi personaggi di Collodiana memoria e, proprio come un moderno Pinocchio "in versione rosa", farà esperienza dei vari Lucignolo, Mangiafuoco, Gatti e Volpi che abitano nella Swinging London. Dal gruppo di musicisti glam-rock mascherati da indiani e guidati da Billy Hatchett (il musicista Gavin Friday a cui McCabe ha dedicato il suo libro) in tour nella Gran Bretagna della Tatcher, all'amico d'infanzia Irwin (Laurence Kinlan) che si farà sempre più coinvolgere nell'organizzazione terroristica dell'IRA, al prestigiatore-medico di cuori infranti Bertie (Stephen Rea), oppure ancora allo Zio Bulgaria (Brendan Gleeson) che cerca di sbancare il lunario indossando maschere per turisti. Tutto nel film viene affrontato con leggerezza, ad eccezione dei "troubles" irlandesi, come a voler creare una cassa di risonanza ai tratti caratteristici del protagonista dotato di grande ingenuità, ma allo stesso tempo anche di una risolutezza d'acciaio. Patrick e i suoi amici sono dei veri e propri outsider, ma sono anche portatori di un vero messaggio di integrità e, nonostante la bassa considerazione sociale di cui godano, risultano essere le persone più genuine e positive della storia. L'ultima fatica del regista irlandese consiste in un film di formazione in cui son presenti diversi messaggi, come la lotta al conformismo, la ricerca della propria identità e la forza delle proprie idee, elementi indispensabili per trovare la propria strada. C'è dunque un particolare equilibro nello sviluppo della pellicola, bilanciata da una parte dal dramma personale del protagonista e dalle tragedie che lo circondano, come gli attentati terroristici e dall' altra dalla gaiezza - più di una volta Patrick viene chiamato sprovveduto - con cui affronta ogni vicissitudine. "Breakfast on Pluto - ha ammesso il regista - non è solo la storia di un travestito che va a rimorchiare. In fondo è una storia sull'innocenza e sul potere dell'immaginazione e su come la bontà possa trasformare il mondo, se solo glielo si permette". |