Brivido di sangue


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Nonostante riesca a sedurre senza problemi le donne, e ne conquisti la fiducia, il giovane ed affascinante Steven Grlscz è un tipo solitario, alla ricerca disperata dell’amore. Mentre l’ispettore Healey ed il detective Roche, indagando sull’omicidio di due delle sue ultime conquiste, sospettano fortemente di lui, Steven fa conoscenza con Anne Levels...
L’estate è da sempre la stagione in cui le case di distribuzione provvedono a riempire il mercato con opere minori, spesso volgarmente definite con il dispregiativo “scarti di magazzino”, e per lo più rappresentate da brividi a basso costo e b-movies. Quindi, vista la popolarità raggiunta da Jude Law negli ultimi tempi, con pellicole quali Era mio padre e, soprattutto, Ritorno a Cold Mountain, alla Italian International Film hanno pensato bene di ripescare questo The wisdom of crocodiles, lungometraggio interpretato dall’attore nel 1998, e di rititolarlo con l’accattivante Brivido di sangue, per il lancio nelle sale cinematografiche italiane.
Autore del lungometraggio è l’orientale Po Chih Leong, responsabile, tra l’altro, dello slasher televisivo Cabin by the lake (2000) e del suo sequel Ritorno al lago maledetto (2001).
Il film apre all’insegna dell’inquietudine, con la polizia che rinviene una vittima, in un bosco, nel corso di una grigia giornata. Già in questi primi minuti, l’elemento che maggiormente balza agli occhi è una certa riuscita atmosfera da pellicola noir, che rende ancor più triste lo stato d’insoddisfazione amorosa del protagonista, efficacemente costruita, senza mai far splendere il sole nel cielo, sui contrasti che il direttore della fotografia Oliver Curtis (Amore e morte a Long Island) genera tra i neri dei costumi e delle scenografie, ed i bianchi dei volti e delle luci sullo sfondo.
Con vaghi rimandi a Martin di George A. Romero, la prima parte di Brivido di sangue, pur presentando momenti di violenza inaspettata, prosegue all’insegna della poesia e di un certo romanticismo darkeggiante, mettendo in risalto le ottime doti interpretative del giovane Law, che incarna perfettamente l’ambiguo Steven, tenero, vulnerabile, a tratti quasi infantile, ma anche quelle della bella Elina Löwensohn (Roberto Succo), nei panni di Anne Levels.
Dopo circa un’ora, però, quella che vorrebbe essere una struggente storia d’amore e morte, non riesce a decollare, in quanto i numerosi dialoghi cominciano ad avere sullo spettatore un effetto soporifero, ed il romanticismo di cui sopra, con i due protagonisti che, nell’intimità, parlano quasi come se fossero usciti da un romanzo dell’Ottocento, assume un aspetto decisamente ridicolo. E le indagini portate avanti senza risultati dalla polizia, non fanno altro che aumentare la monotonìa della vicenda.
Il regista, inoltre, cercando probabilmente di movimentare il racconto, introduce perfino una sequenza splatter descritta in ogni minimo dettaglio, del tutto fuori luogo, facendo soltanto levitare le dimensioni del pasticcio. Alla fine, poi, non è chiaro se Steven sia un vampiro, o semplicemente uno psicopatico con la manìa di succhiare il sangue, in quanto vaga tranquillamente di giorno, ma per capire ciò è forse indispensabile leggere questa dichiarazione dello sceneggiatore Paul Hoffman: “Volevo portare questo vampiro fuori dalle tenebre. Volevo dimostrare che è disumano nella misura in cui non è riuscito a trovare la sua umanità. Ma è sensibile e soffre. La sua ricerca dell’amore perfetto in grado di liberarlo dal suo bisogno nevrotico, lo espone continuamente al pericolo. É penosamente consapevole della sua situazione. In realtà, c’è una sola cosa che non va in lui: non sa amare un altro essere umano. Healey lo sa. Anne, nonostante tutti i suoi conflitti, lo sa: è sincera, vuole salvare Steven. il vero amore, però, non chiede all’altro di distruggersi. Anne morirebbe piuttosto che diventare una vittima”.
Thriller, Gran Bretagna, 1998

titolo originale:
The Wisdom of Crocodiles

regia:
Leong Po-Chih

cast:
Jude Law, Elina Löwensohn, Timothy Spall, Jack Davenport

distribuzione:
IIF

uscita:
18/06/2004