Frontiers – Ai confini dell’inferno


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Se negli anni ’70 l’horror in Europa era quasi esclusivamente una prerogativa italiana, grazie al contributo di registi che si sono fatti conoscere in tutto il mondo, la situazione oggigiorno è cambiata radicalmente. La tendenza a bipartire la produzione tra film per la televisione o opere d’autore ha infatti comportato la scomparsa pressoché totale del cinema di genere e, di conseguenza, la quasi assoluta rinuncia ad un prodotto che, sebbene snobbato dalla critica, aveva permesso la diffusione della nostra cinematografia all’estero (molti autori contemporanei si sono ispirati infatti ai vari Bava, Argento, Fulci…). Ultimamente, sull’onda della corrente splatter diffusasi in seguito al successo di pellicole quali Saw, Hostel, La casa dei 1000 corpi e così via, si è parlato di una nouvelle vague, di matrice francese, in grado di raccogliere lo scettro europeo lasciato vacante dal nostro Belpaese. A questo filone si può tranquillamente far risalire Frontiers, lungometraggio di debutto di Xavier Gens, che approda sui nostri schermi con un certo ritardo e addirittura posteriormente alla comparsa del poco memorabile Hitman (secondo lavoro del regista). Come in Alta tensione di Aja e in Inside di Bustillo, la vicenda è ambientata “in provincia” (qui al confine), luogo adatto alla creazione di personaggi psicopatici in cerca di vittime da torturare e trucidare. E, in questo caso, 4 giovani, in fuga in seguito ad una rapina, finiscono in un ostello gestito da una famiglia di cannibali, capitanata da un ex gerarca nazista sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla ricerca della perfetta razza ariana. Inutile dire che, in una tale situazione, i poveri malcapitati saranno costretti a subire sevizie di ogni sorta e ad abbassarsi al livello dei loro aguzzini per sopravvivere. E così, citando qua e là Hooper, Romero, Rob Zombie, Scott e Marshall, Gens fa una sorta di omaggio al cinema che lo ha influenzato, costruendo una storia piena di stereotipi ma che si regge su un'atmosfera malsana piuttosto coinvolgente e, cosa ancor più coraggiosa, su una violenza talmente efferata da sconfinare più volte aldilà dei limiti del buongusto. Frontiers è infatti un film estremo (le frasi di rito sulla locandina non sono certamente di circostanza), brutale nel portare sullo schermo scene piuttosto forti, stomachevoli e feroci. In questo, riprende indubbiamente il capolavoro Non aprite quella porta, accentuandone la componente gore e tentando di restituirne l’essenza (per la verità non riuscendoci, se non parzialmente). Stupisce dunque che la Moviemax abbia avuto il coraggio di distribuirlo uncut, attirandosi, probabilmente, non poche critiche e polemiche, anche perché stiamo parlando di un’opera veramente per adulti e il cui divieto ai minori di 18 anni appare più che giustificato. Una scelta piuttosto rischiosa che premierà quanti sono alla ricerca di un puro svago, di un horror che tenga realmente incollati alle poltrone e non sia un semplice filmino trash di quart’ordine (come ad esempio Hostel). Si astengano invece i facilmente impressionabili e i deboli di stomaco e, più in generale, i non appassionati del genere. Nota a margine: la vicenda è ambientata in un periodo politico piuttosto critico: quello degli scontri in seguito all’elezione della destra in Francia. Un contesto per la verità che fa quasi esclusivamente da sfondo alla storia, ennesimo tributo al maestro Romero. Frontiers è stato inoltre premiato come miglior lungometraggio all’edizione 2008 del Ravenna Nightmare Film Fest.
Horror, Francia/Svizzera, 2007

titolo originale:
Frontière(s)

regia:
Xavier Gens

cast:
Karina Testa, Aurélien Wiik, Patrick Ligardes, David Saracino, Maud Forget, Samuel Le Bihan, Chems Dahmani, Amélie Daure, Estelle Lefébure, Rosine Favey, Adel Bencherif, Joel Lefrancoise, Jean-Pierre Jorris

distribuzione:
Moviemax

uscita:
07/11/2008