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Galantuomini
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Presentato in concorso nell’edizione 2008 del Festival internazionale del Film di Roma, Galantuomini, quarto lungometraggio del regista Edoardo Winspeare, è una sorta di ibrido tra noir e melodramma che si svolge nel Salento. Protagonisti della storia sono Lucia (una sorprendente Donatella Finocchiaro, giustamente premiata come miglior interprete femminile al Festival) e Ignazio (Fabrizio Gifuni), due vecchi amici d’infanzia che si ritrovano al funerale di Fabio, morto per overdose, che con loro componeva un terzetto indivisibile negli anni della loro giovinezza. Tra i due, in passato segretamente innamorati, scoppia nuovamente la passione, nonostante appartengano a due mondi completamente antitetici. Lucia è infatti diventata il braccio destro del boss Carmine Zà, uno dei capi della Sacra Corona Unita, mentre Ignazio è a tutti gli effetti un magistrato in carriera, a cui è stato affidato il compito di smascherare la criminalità locale. Entrambi saranno dunque posti di fronte ad una scelta che porterà ad un cambiamento dei valori nei quali credevano fermamente. E, attraverso l’esplicitazione di questo dilemma shakespeariano, il regista torna all’amata Puglia (già raccontata in Sangue vivo e Pizzicata), ambientando la vicenda tra gli anni ’60 e gli anni ’90 e fornendo un ritratto molto particolare dei malavitosi che via via appaiono sullo schermo. Come Saviano, Winspeare infatti non mitizza la figura del criminale, bensì cerca di rappresentarla mettendone in luce i tratti più ridicoli, soffermandosi in particolar modo sulla stupidità di questi uomini che si atteggiano a bulli ma in realtà non possono fare altro che sottostare ai comandi dei loro superiori. Di tutt’altra levatura è Lucia, indiscussa protagonista della storia e vero fulcro della narrazione. Donna forte e intelligente, il personaggio della Finocchiaro cattura l’attenzione degli spettatori e maschera alcuni limiti evidenti della pellicola, cannibalizzando la scena. Il film esiste dunque quasi esclusivamente in funzione della delineazione di questa figura e ciò comporta un ridimensionamento dei soggetti di contorno che, in confronto, si sgretolano nella loro inevitabile piattezza. Il crollo di Ignazio, uomo razionale e integerrimo, sembra infatti fin troppo repentino e non basta l’Infantino, bulletto di quartiere interpretato da un sempre convincente Giuseppe Fiorello, a reggere il confronto con Lucia. Da questo scaturisce una sensazione non del tutto positiva: si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un’opera incompleta, ben diretta e recitata, ma emozionante soltanto in potenza. Di conseguenza, ci si chiede se il film funzioni di per sé o soltanto in relazione a quello che potrebbe essere. Anche il finale aperto, seppur necessario, non chiarifica questo dubbio, anzi lo amplifica. E, probabilmente, il principale difetto di Galantuomini sta proprio nel non osare, nell’uniformarsi a gran parte del cinema italiano cavalcando alcuni stilemi tipici della nostra cinematografia. Ed è un vero peccato, perché il film può contare, oltre che sulla straordinaria interpretazione della Finocchiaro, anche su momenti di indiscutibile interesse che però non sempre si amalgamano alla perfezione. Insomma, un’opera che si lascia guardare ma che non convince appieno. |
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Drammatico, Italia, 2008
titolo originale:
Galantuomini
regia:
Edoardo Winspeare
cast:
Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Giuseppe Fiorello, Gioia Spaziani, Marcello Prayer, Lamberto Probo, Antonio Carluccio, Fabio Ponzo, Antonio Perrotta, Claudio Giangreco, Lorenzo Nicolì, Giorgio Colangeli
distribuzione:
01 Distribution
uscita:
21/11/2008
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