Il cosmo sul comò


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La frase “a Natale la gente vuole ridere” è l'alibi perfetto per produttori e realizzatori che devono a tutti i costi puntare ai grandi incassi e dare lavoro ai comici, televisivi e no, che in questo periodo spesso si trovano a spasso. Se i re incontrastati di questa tendenza sono i famigerati e ormai ininfluenti cinepanettoni, c'è sempre un'altra commedia d'appoggio, per accontentare palati appena più fini.
La scelta, di solito è tra Leonardo Pieraccioni e Aldo, Giovanni & Giacomo, i quali – dopo qualche tempo di assenza dalle scene – tornano con un loro film, interamente pensato per il cinema e diretto dall'imprevedibile Marcello Cesena. Si ride, anche se qualche dubbio affiora.
Uno scombinato maestro zen insegna ai suoi improbabili discepoli attraverso quattro racconti: si parla di vacanze estive, di valigette che sconvolgono piccole parrocchie, di quadri famosi che parlano tra di loro e di coppie che non riescono ad avere figli.
Vari aspetti della contemporaneità e della fantasia nella sceneggiatura scritta dai tre col regista e Valerio Bariletti, una commedia comica a episodi che cerca di mescolare la struttura e le trovate a sketch tipiche della loro arte con un impatto produttivo e filmico più adulto e maturo, da commedia all'italiana, restando in bilico, anche pericolosamente.
Nei quattro episodi più cornice, formula tipica di certo cinema comico, i nostri provano a raccontare l'Italia, con le sue preoccupazioni morali e sociali, ma anche con uno sguardo a certi fenomeni di costume o culturali (la citazione da Harry Potter) favorevoli alla presa in giro o perlomeno alla variazione comica.
Se prologo e cornice sembrano congeniali alla loro poetica, benché si rivelino pretestuosi, Milano Beach sembra un Carlo Verdone settentrionale, a cui manca del tutto la costruzione, rivelando l'assoluta vacuità della parabola, che non è nemmeno così comica; L'autobus del peccato parte da uno spunto narrativo interessante, che fa riaffiorare il loro amore per il genere, e ci costruisce sopra caratteri divertenti, anche se poi si trova col solito problema del finale, che da sempre affligge i tre; Falsi prigionieri è quello più curioso, inventivo e parodistico, che si basa su un'idea fulminante per costruirci gag azzeccate e filmicamente funziona per respiro breve e trovate visive; ma il migliore in assoluto è l'ultimo, Temperatura basale, più legato all'idea classica della commedia e quindi alla realtà circostante, ricco di gag e battute, con un finale simpatico e un'unità filmica davvero compiuta.
Il passaggio da Venier alla verve surreale di Cesena è evidente fin dal gioco sul logo della Medusa e passa per trovate visive difficili e computerizzate e un gioco più “sperimentale” sul mezzo, anche se poi, le difficoltà nell'organizzare una materia narrativa o nel dare forza cinematografica a un progetto restano.
Come però resta anche il talento attoriale dei tre, alle prese stavolta anche con personaggi veri, come dimostra Giacomo, il migliore di un trio in forma e che si sforza di superare limiti e difficoltà, aiutati da un gran cast di contorno nel qual spiccano Luciana Turina, Isabella Ragonese e una favolosa Angela Finocchiaro. Se ci sono ancora dei dubbi sulla tenuta dei tre al cinema, non ve ne sono sul loro talento, e sulla simpatia che, anche quest'anno, ce li fa preferire a qualunque panettone.
Comico, Italia, 2008

titolo originale:
Il cosmo sul comò

regia:
Marcello Cesena

cast:
Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Raul Cremona, Angela Finocchiaro, Victoria Cabello, Isabella Ragonese, Silvana Fallisi

distribuzione:
Medusa

uscita:
19/12/2008