Max Payne


critica5

I videogiochi di ultima generazione, siano avventure grafiche o semplici sparatutto, hanno la caratteristica di essere estremamente cinematografici, sia per scelte grafiche sia per impostazione narrativa: Tomb Raider, Resident Evil, Silent Hill e molti altri sono, per questo, già diventati film per il grande schermo.
La maggior parte però, a stento raggiunge la sufficienza e non fa eccezione quest'ultimo tentativo, diretto da John Moore e ispirato a uno dei giochi di maggior successo degli ultimi anni, dove l'atmosfera e la cupezza di fondo non riescono a trovare la via delle immagini.
Max Payne è un poliziotto tormentato dall'assassinio della famiglia, che sta cercando gli assassini per vendicarsi; il viaggio sarà oscuro e violento, costellato da apparizioni tra reale e soprannaturale.
Scritto da Beau Thorne, dal videogame della Remedies Entertainment, un thriller nero e cupo, che mischia la storia di vendetta, con il contesto noir di droga e criminalità peer suggellare tutto con reminiscenze horror fantasy francamente pretestuose.
Ambientato in una New York portuale gelida, umida e priva di luce, il film non è più una dolente storia di vendetta, da parte di un uomo che mollava tutto per aggrapparsi solamente al proprio dolore e alla propria morale, ma la storia di un'investigazione da parte di un uomo sfatto, che quasi per caso torna al passato per riscoprire la sua voglia di morte e vendetta; dove c'era secchezza narrativa, c'è una serie di sottotrame e vene secondarie, condite di pretese vagamente moralistiche e misticheggianti.
Come se Moore avesse cercato di ribaltare la tentacolarità che di solito fa parte dei giochi per riportarla sullo schermo, dove invece sarebbe servita l'unità del luogo e d'azione, dandogli però un ritmo e un tono blandi, nonostante i tocchi dark, perdendo il quid del gioco e chiedendo al pubblico una sospensione di credulità enorme, non ripagata: perché le uniche cose di un certo valore, come le scene d'azione, arrivano troppo tardi e non valgono di certo il prezzo del biglietto.
Sceneggiatura banale nello sviluppo e nella scelta del pretesto narrativo (il MacGuffin) e prevedibile negli sviluppi, specie nella scelta del colpevole; regia di routine, che vorrebbe dare il meglio di se nella scelta delle immagini impressionanti e irreali, e che invece fallisce anche li, restando piatta e monocorde, con il montaggio pop nelle scene di violenza (a opera di Dan Zimmerman) come unica idea interessante.
Un thriller convenzionale e sottoritmo, senza alcun interesse, anche per chi amava il gioco, ancora meno interessante se si affida il volto principale all'inespressivo Mark Whalberg e lo si contorna di vuote presenze come l'impalpabile Mila Kunis o lo sprecato Beau Bridges. Usciti dalla sala, il primo pensiero che arriva, è di accendere la propria console e giocare a qualche bel videogame cinematografico.
Thriller, USA, 2008

titolo originale:
Max Payne

regia:
John Moore

cast:
Mark Whalberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Olga Kurylenko

distribuzione:
20th Century Fox

uscita:
28/11/2008