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Scelta coraggiosa quella di eleggere protagonista di un nuovo film d’animazione un pachiderma, data l’ombra incombente del principe degli elefanti nell’immaginario collettivo - parliamo ovviamente di Dumbo. Ma qui abbiamo una figura altrettanto accattivante, quella di Ortone, goffo quanto fantasioso elefante che non viene mai preso sul serio dai suoi amici della giungla. Non è molto credibile, infatti, che un bel giorno ad Ortone giunga una voce proveniente da un microscopico granello di polvere, sulla cui superficie abita la microscopica comunità dei Non So Chi. Ad invocare aiuto è la numerosa famigliola dei Chi, che si trova in una situazione difficile; il nostro eroe, dotato di molta buona volontà ma di scarso senso pratico, si sforzerà di aiutare i piccoli bisognosi anche a costo di inimicarsi i suoi compagni di sempre… La storia è un adattamento di un testo -di ben mezzo secolo fa- dell’autore Tedd Geisel più noto come Dr. Seuss, dalle cui opere cui sono stati tratti altri film d’animazione, come il meno riuscito «Il Gatto e il Cappello matto» del 2004. I temi al centro della vicenda, comunque, sono decisamente senza tempo, a partire da quello fondamentale della comunicazione che puo’ avvenire a dispetto di ogni apparente inconciliabilità. Questo processo investe da una parte il microcosmo del granello e il macrocosmo di Ortone, dall’altra il mondo degli adulti contrapposto a quello dei bambini (Una persona è una persona, per quanto piccola’ potrebbe anche riferirsi a loro, oltre che alla piccolezza dei Chi). Entrambi i confini verranno superati, quello della distanza tra grandezze grazie ad un ingegnoso congegno auditivo, e quello del gap generazionale grazie alla maturazione interiore. In tutto questo sono ben chiari sia l’intento didattico (aiutare gli ‘invisibili’) sia il messaggio tipicamente americano che invita a sognare nonostante se ne debba pagare il prezzo; di conseguenza gli spettatori che apprezzeranno maggiormente il risultato saranno quelli più piccoli, verso i quali è rivolta qualche strizzata d’occhio (Ortone in missione diventa il protagonista di un classico manga molto alla moda). Agli adulti, mancando la novità (specie per chi ha letto Swift) e tanto più l’ironia, non resterà che consolarsi godendo della delicatezza del risultato ma anche della tecnica eccellente di cui sono garanzia i marchi Fox Animation e Blue Sky, gli stessi de «L’Era Glaciale» e «Robots». Il movimento che inizia dalla prima scena in cui un granello è trasportato dal vento non cesserà più fino alla fine, facendo ondeggiare fluidamente i personaggi che si muovono con grazia ed elasticità: non per niente le scene più godibili sono quelle comiche di azione. Non che la computer grafica non ponga limitazioni, ed il pericolo è soprattutto un senso di freddezza che colmunque si riesce ad evitare, anche grazie ad una straordinaria tavolozza di colori. Se l’ambientazione della giungla appaia ai nostri occhi adulti inevitabilmente scontata (ma è da tener presente che gli autori hanno rispettato le immagini del racconto originale), i particolari della cittadina mostrano la maggiore inventiva grafica. Le sonorità non offrono grandi tratti di appeal, se non per la simpatia del cast di doppiatori, che come ormai d’uso sia nella versione originale sia in quella italiana sono rappresentati da personaggi famosi: Christian De Sica entra nelle pesanti vesti di Ortone, Veronica Pivetti in quelle di Kangaroo, mentre Paolo Conticini è investito del ruolo di micro-sindaco. |