Piacere Dave


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Quando si pensa ad attori che hanno gettato via una carriera, che hanno sprecato un potenziale multimiliardario per star dietro a blandi progetti divistici o stupidaggini industriali, il nome che appare spontaneo sulla bocca di chiunque è quello di Eddie Murphy, attore dalla mimica e dal talento riconoscibilissimi, che però ha dato troppo ascolto al proprio narcisismo e alla volgarità intellettuale dei produttori hollywoodiani, confezionando cose come Il professore matto, Norbit o Pluto Nash.
Istradato ormai sul viale che discende una carriera, relegandola al cinema per bambini (o ragazzi scemi), Murphy quasi sorprende con questo suo nuovo film, diretto da Brian Robbins e in cui l’attore non può non recitare almeno due ruoli, che almeno torna a puntare sulla verve comica dell’attore e, pur nel limite del film educativo, torna a divertire.
Un’astronave atterra nel centro di New York, il suo compito è quello di cercare un arnese perso sulla Terra in grado di prelevare tutta l’acqua del pianeta per salvare il proprio pianeta di provenienza: la particolarità però è che la nave ha la forma di un essere umano e che l’equipaggio è formati da mini persone che muovono l’astronave come una persona.
Scritta da Rob Greenberg e Bill Corbett, una fantascientifica commedia per ragazzi, a metà tra pretesto comico e messaggio educativo (molto discutibile), costata 60 milioni di dollari (cifra assurda e ridondante per un film del genere) e che ricicla tutto il riciclabile – da Viaggio Allucinante a Salto nel Buio fino a Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi, ma che rispetto alle ultime uscite di Murphy ha almeno il pregio di puntare su una sana vis umoristica nella ricerca della gag.
Ambientato in una New York riconoscibile solo dalla Statua della Libertà al centro di parte dell’intreccio, il film è una rassicurante pellicola per famiglie sulla scoperta della bontà e della vitalità del genere umano, raccontata attraverso il cliché canonico dell’alieno che scopre un altro mondo, e che se serve ad insegnare, più ai pessimisti e a coloro che ritengono l’umanità indegna persino di questo nome che ai ragazzi, che tutto sommato essere umani ai suoi lati positivi, e che in fondo siamo tutti bravi persone.
Tralasciando la puerilità dell’assunto e il triste conformismo ideologico, Robbins costruisce un tipico film di situazioni e gag che più procede più perde verve e che quando dopo quasi mezz’ora vede l’idea di partenza esaurirsi è costretto a ricorrere a una storia che non serve a ravvivare e che, anzi, appesantisce il tono, approdando a una stucchevole morale consolatoria che contraddice i precedenti tentativi di satira e sa un po’ di fasullo.
Robbins, a parte l’uso di effetti speciali e scenografie (Clay A. Griffith), non ha molte frecce al suo arco per ravvivare una parabola che sembra un po’ stanca, e cerca di portare a casa un lavoro dignitoso, basato su una sceneggiatura non molto curata, in cui la costruzione fatta tutta di coincidenze prova a supportare una parata di gag non nuovissime, che ogni tanto (ma molto meno del solito) sfociano nell’escatologico.
A fronte di tutti questi difetti, il quid che rende perlomeno dignitoso – seppur mediocre – questo prodotto è una nuova spinta interpretativa di Eddie Murphy, che lasciati per strada i trucchi e i costumi asfissianti e l’umorismo da caserma iper-ormonale, risulta finalmente molto efficace nel delineare un personaggio, e nel lasciare che l’altro possa essere degno contenitore per le trovate sceniche dell’attore. Che rappresenta l’unico motivo di interesse per una pellicola che, se da un lato sembra rappresentare una diversa via di fuga per la carriera di Murphy, dall’altra rappresenta l’ulteriore prova del deficit d’ispirazione e talento che da molto tempo infesta il cinema hollywoodiano.
Commedia, USA, 2008

titolo originale:
Meet Dave

regia:
Brian Robbins

cast:
Eddie Murphy, Elizabeth Banks, Gabrielle Union, Scott Caan

distribuzione:
20th Century Fox

uscita:
22/08/2008