Saw IV


critica5

I giochi son belli quando durano poco, se si prolungano nella durata possono diventare letali. In tutti i sensi. É quello che succede puntata dopo puntata alla serie di Saw, che dopo un primo film non memorabile ma almeno funzionale come congegno di genere, ha cominciato a scendere piano piano nell’abisso della macchinosità e della ripetizione seriale. In questo quarto film, dopo il pessimo e insulso terzo episodio, Darren Lynn Bousman torna a spingere il pedale sulla componente violenta piuttosto che sul racconto della storia dell’Enigmista (quasi), ma non riesce comunque a sollevare la serie dall’inutilità di cui si è riempita. Finale sconvolgente, per chi riesce a raccapezzarsi un po’, perché il film – scritto da Patrick Melton e Marcus Dunstan, assieme a Thomas Fenton – sembra adatto semplicemente a fruitori tv, che guardano gli episofdi di una serie ricostruendo una trama che pesca dai precedenti episodi facendo confusione tra racconto, suspense e colpa di scena. Ignorando in pratica i principi base del thriller o dell’horror. Strutturato con la pretesa di essere in tempo reale (90 minuti di gioco, per 90 minuti di film), il film è l’ennesima variante del torture porn, versione sadica dell’horror estremo che molto piede ha preso tra giovani e appassionati – e non solo a leggerne gli incassi – e che vorrebbe confondere disgusto e raccapriccio con sangue e angoscia, cercando anche di trarne insegnamenti morali, o perlomeno fertili ambiguità (che non funzionavano, sia chiaro, nemmeno nel capostipite). Il punto è che dopo 4 puntate il meccanismo sfiora il ridicolo, riempito com’è di sottotrame e personaggi ricorrenti e intrecci interni che sembrano quelli di un serial, complicati in questo dal racconto che abbonda di incomprensibili flashback e d’indagini usate come mero ripiego, appesantendo ritmo e assunto di base. E per dare l’impressione di voler puntare sempre più in alto (mentre invece si è volti al riciclo), Bousman punta all’accumulo, non solo di meccanismi e violenze, che darebbero un po’ di divertimento, ma soprattutto di tracce narrative, allungate oltre il debito, che impediscono nel finale la comprensione del film. La sceneggiatura sembra una sorta di pastone raffazzonato che usa le idee come tappabuchi, giusto per arrivare ad una rimpatriata finale di personaggi inutili che devono tutti ritagliarsi il loro colpo di scena; più interessante la regia, che sa gestire il parossismo, la violenza (le prime sequenze non sono affatto male) e l’atmosfera - seppur ricca di ruffianerie come luci al neon e colori saturi) – ma che dopo un po’ perde di verve e non riesce a tirarsi su, specie se chiede allo spettatore continui riassunti delle puntate precedenti. Meglio diretto e concepito del precedente episodio, ma comunque ripetitivo, è un esempio di quel cinema di serie B come ai vecchi tempi (solo un po’ ripulito e imbellettato), in cui i valori filmici non contano, contano solo quelli sensoriali, e quindi gli attori sono giustamente intercambiabili – a parte Tobin Bell, che ha la faccia giusta. Chi si accontenta gode; noi godremmo di più se non fossimo consapevoli dell’arrivo delle puntate numero 5 e 6.
Horror/Thriller, USA, 2008

titolo originale:
Saw 4

regia:
Darren Lynn Bousman

cast:
Tobin Bell, Scott Patterson, Costas Mandylor, Jyriq Bent

distribuzione:
01 Distribution

uscita:
02/05/2008