Russell Crowe


autore:
Stefano Mifsud


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L’attore australiano ha firmato un vero e proprio sodalizio con il regista de Il Gladiatore, per il quale, in questa pellicola, ha cambiato volto prendendosi anche un po’ in giro e ispirandosi, per sua stessa ammissione, a Jacques Tati.
Io e Ridley abbiamo in comune il senso dell’estetica, siamo amici. Lui è uno dei migliori registi di cinema. Mi piace il suo senso dello humour e non ho l’abitudine di recitare nello stesso ruolo”.
In ogni caso quest’anima nobile è durata poco, visto che l’attore ha appena terminato la prima parte delle riprese di American Gangster, dello stesso Scott, in cui veste i panni di un duro poliziotto sulle tracce di un ex affiliato di “Cosa Nostra” (Denzel Washington) che trasporta la droga negli States nascondendola nelle bare dei soldati americani morti in Viet Nam.
Max Skinner (il protagonista di Un'ottima annata - A Good Year) è, invece, un’importante broker di Londra, inizialmente burbero, ma che presto si lascia ispirare dal fascino bohemien della Provenza, luogo in cui ha trascorso molte “annate” della sua infanzia, in compagnia dello zio Henry. Contrariamente al vino che invecchiando acquista pregio, lui perde ogni buon sentimento e una dimensione più umana della vita. Riuscirà a ritrovare il suo coin perdu (l’angolo perduto, etichetta pregiata di produzione misteriosa) e dare una svolta alla propria vita?
"Questo film è stato una boccata d’ossigeno, di gioia e serenità. Quando ho cominciato a girarlo ero diventato padre, per la prima volta, di Charles ed il suo fratellino Tennyson è stato concepito proprio nel periodo delle riprese.
Era un periodo in cui ero in pace con me stesso e potevo portare la mia famiglia sul set e mi veniva anche data la possibilità di lavorare con uno dei miei registi preferiti.
Negli ultimi tempi della mia vita mi sono sposato, ho avuto due figli. Le mie esigenze ora dipendono da loro.
Una volta, agli inizi, sentivo l’esigenza di dimostrare quanto valevo, ora non più. Mi piace godermi i momenti della vita. Il ritmo del cinema è da pazzi, amo invece risolvere i problemi quotidianamente, come faccio con Ridley, come ho fatto con Ron Howard. Ho quarantadue anni e la vita cambia
".
Siamo quindi anni luce distanti da quell’episodio che lo vide colpevole di aggressione di secondo grado, nel giugno 2005, per aver ferito l’impiegato di un albergo lanciandogli un telefono in faccia. L’attore ora si presenta come un uomo più rilassato che ama, come lui stesso ha ammesso, passare il tempo con la famiglia nella sua casa-ranch in Australia con circa 600 capi di bestiame ed una coltivazione di agricoltura biologica, sponsorizzare e seguire una squadra di rugby di Sydney con il più alto numero di giocatori di minoranza aborigena e suonare con la sua nuova band, i Fear of God.
Vorrei regalarvi il film della mia maturità. Diventando marito e padre s’impara a pensare e a scegliere le parti anche con i sentimenti che ispira la famiglia”.
A proposito delle inevitabili voci circa un possibile seguito de “Il Gladiatore”, ha inoltre chiarito di parlarne "solo perché costretto dalla stampa che glielo chiede continuamente, altrimenti l’argomento non verrebbe affrontato. Tralaltro in 'Un'ottima annata - A Good Year' c’è una citazione de 'Il Gladiatore' quando Max Skinner si odora le mani dopo aver preso un po’ di terra nella vigna, proprio come Maximus che la raccoglieva, solo che in questo caso è piena di fertilizzante. Questo perché volevamo dimostrare che ci piace lavorare insieme e aggiungere un significato più profondo.
Comunque, se proprio ne volete parlare, quando abbiamo cominciato a lavorare a 'Il Gladiatore' eravamo d’accordo solo su ventidue pagine della sceneggiatura, poi, dopo il successo del film, ci siam promessi che avremmo lavorato ancora insieme
."
Ridley ha comunque detto che "Maximus deve morire, la tematica è finita, però, dopotutto siamo sempre ad Hollywood, quindi non sarebbe poi un problema farlo resuscitare - ha ammesso in senso ironico e sorridendo - si parlerebbe di una vita dopo la morte e, se ci fossero il tempo, una buona idea, i soldi necessari e lo sceneggiatore che vogliamo se ne potrebbe parlare, ma, quando lo abbiamo girato, il tema del film era la morte, con cui Maximus si sarebbe poi riunito alla moglie".
A proposito del suo concetto di recitazione ha poi confessato “l’idea inglese del teatro è che non devi mai dare il cento per cento di te stesso, perché poi le persone si chiedono perché dovrebbero rivederti. Mio zio, (David, l’unico in famiglia ad aver intrapreso la sua stessa carriera recitando in un teatro di Oakland, Nuova Zelanda) a cui mi sono ispirato per la caratterizzazione del personaggio dello zio Henry del film, come per esempio il fatto che giochi a cricket, mi disse, invece, che non era vero perché quelle cose le dicono persone che non sono in grado di dare il cento per cento. A questo punto, quindi credo il ruolo dell’attore sia proprio quello di dare il cento per cento sempre perchè il suo ruolo è proprio quello di dare”.
Infine, l’ex gladiatore da Oscar, sempre riferendosi al film 'Un'ottima annata - A Good Year', ha concluso confessando che “ci sono film che ci riportano la memoria ad una vita migliore, che ci ricollegano ai nostri ricordi più veri. Avevo bisogno di un copione come questo anche per dimostrare che nella vita si cambia, ci si ritrova”.