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L’attore australiano
ha firmato un vero e proprio sodalizio con il regista
de Il Gladiatore, per il quale, in
questa pellicola, ha cambiato volto prendendosi
anche un po’ in giro e ispirandosi, per sua
stessa ammissione, a Jacques Tati.
“Io e Ridley abbiamo in comune il senso
dell’estetica, siamo amici. Lui è uno
dei migliori registi di cinema. Mi piace il suo
senso dello humour e non ho l’abitudine di
recitare nello stesso ruolo”.
In ogni caso quest’anima nobile è durata
poco, visto che l’attore ha appena terminato
la prima parte delle riprese di American
Gangster, dello stesso Scott, in
cui veste i panni di un duro poliziotto sulle tracce
di un ex affiliato di “Cosa Nostra” (Denzel
Washington) che trasporta la droga negli States
nascondendola nelle bare dei soldati americani
morti in Viet Nam.
Max Skinner (il protagonista di Un'ottima
annata - A Good Year) è, invece,
un’importante broker di Londra, inizialmente
burbero, ma che presto si lascia ispirare dal fascino
bohemien della Provenza, luogo in cui ha trascorso
molte “annate” della sua infanzia,
in compagnia dello zio Henry. Contrariamente
al vino che invecchiando acquista pregio, lui perde
ogni buon sentimento e una dimensione più umana
della vita. Riuscirà a ritrovare il suo
coin perdu (l’angolo perduto, etichetta pregiata
di produzione misteriosa) e dare una svolta alla
propria vita?
"Questo
film è stato una boccata d’ossigeno,
di gioia e serenità. Quando ho cominciato
a girarlo ero diventato padre, per la prima volta,
di Charles ed il suo fratellino Tennyson è stato
concepito proprio nel periodo delle riprese.
Era un periodo in cui ero in pace con me stesso
e potevo portare la mia famiglia sul set e mi
veniva anche data la possibilità di lavorare
con uno dei miei registi preferiti.
Negli ultimi tempi della mia vita mi sono sposato,
ho avuto due figli. Le mie esigenze ora dipendono
da loro.
Una volta, agli inizi, sentivo l’esigenza
di dimostrare quanto valevo, ora non più.
Mi piace godermi i momenti della vita. Il ritmo
del cinema è da pazzi, amo invece risolvere
i problemi quotidianamente, come faccio con Ridley,
come ho fatto con Ron Howard. Ho quarantadue
anni e la vita cambia".
Siamo quindi anni luce distanti da quell’episodio
che lo vide colpevole di aggressione di secondo
grado, nel giugno 2005, per aver ferito l’impiegato
di un albergo lanciandogli un telefono in faccia.
L’attore ora si presenta come un uomo più rilassato
che ama, come lui stesso ha ammesso, passare il
tempo con la famiglia nella sua casa-ranch in Australia
con circa 600 capi di bestiame ed una coltivazione
di agricoltura biologica, sponsorizzare e seguire
una squadra di rugby di Sydney con il più alto
numero di giocatori di minoranza aborigena e suonare
con la sua nuova band, i Fear of God.
“Vorrei
regalarvi il film della mia maturità. Diventando
marito e padre s’impara a pensare e a scegliere
le parti anche con i sentimenti che ispira la famiglia”.
A proposito delle inevitabili voci circa un possibile
seguito de “Il Gladiatore”,
ha inoltre chiarito di parlarne "solo perché costretto
dalla stampa che glielo chiede continuamente, altrimenti
l’argomento non verrebbe affrontato. Tralaltro
in 'Un'ottima annata - A Good Year' c’è una
citazione de 'Il Gladiatore' quando Max Skinner
si odora le mani dopo aver preso un po’ di
terra nella vigna, proprio come Maximus che la
raccoglieva, solo che in questo caso è piena
di fertilizzante. Questo perché volevamo
dimostrare che ci piace lavorare insieme e aggiungere
un significato più profondo.
Comunque, se proprio ne volete parlare, quando
abbiamo cominciato a lavorare a 'Il Gladiatore'
eravamo d’accordo solo su ventidue pagine
della sceneggiatura, poi, dopo il successo del
film, ci siam promessi che avremmo lavorato ancora
insieme."
Ridley ha comunque detto che "Maximus
deve morire, la tematica è finita, però,
dopotutto siamo sempre ad Hollywood, quindi non
sarebbe poi un problema farlo resuscitare -
ha ammesso in senso ironico e sorridendo - si
parlerebbe di una vita dopo la morte e, se ci fossero
il tempo, una buona idea, i soldi necessari e lo
sceneggiatore che vogliamo se ne potrebbe parlare,
ma, quando lo abbiamo girato, il tema del film
era la morte, con cui Maximus si sarebbe poi riunito
alla moglie".
A
proposito del suo concetto di recitazione ha poi
confessato “l’idea inglese del teatro è che
non devi mai dare il cento per cento di te stesso,
perché poi le persone si chiedono perché dovrebbero
rivederti. Mio zio, (David, l’unico in
famiglia ad aver intrapreso la sua stessa carriera
recitando in un teatro di Oakland, Nuova Zelanda) a
cui mi sono ispirato per la caratterizzazione del
personaggio dello zio Henry del film, come per
esempio il fatto che giochi a cricket, mi disse,
invece, che non era vero perché quelle cose
le dicono persone che non sono in grado di dare
il cento per cento. A questo punto, quindi credo
il ruolo dell’attore sia proprio quello di
dare il cento per cento sempre perchè il
suo ruolo è proprio quello di dare”.
Infine, l’ex gladiatore da Oscar, sempre
riferendosi al film 'Un'ottima annata - A
Good Year', ha concluso confessando che “ci
sono film che ci riportano la memoria ad una vita
migliore, che ci ricollegano ai nostri ricordi
più veri. Avevo bisogno di un copione come
questo anche per dimostrare che nella vita si cambia,
ci si ritrova”. |