Christopher Nolan, Christian Bale, Katie Holmes e Morgan Freeman


autore:
Claudia Russo


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Abbiamo approfittato della presentazione romana di Batman per intervistare il regista Christopher Nolan e gli interpreti Christian Bale, Katie Holmes e Morgan Freeman.

Christopher quali sono stati nel tuo lavoro i principali riferimenti al fumetto e alle precedenti versioni cinematografiche di Batman?
Abbiamo notato un certo nesso con Blade Runner o la serie 007. É così?
Christopher Nolan:
Nessuno in particolare. Ho esaminato al meglio il personaggio del fumetto concentrandomi su quella parte di storia che non era mai stata raccontata. Ho praticamente potuto inventare secondo la mia fantasia. Ho mantenuto quelle che secondo me sono le costanti presenti in tutta la storia dell'uomo pipistrello ma non essendoci un unico racconto sulle sue origini ho dato spazio alla creatività.
Non volevo essere troppo consapevole e studiato. Sicuramente c'è un po' di tutti i migliori film del decennio '70-'80 da James Bond a Star Wars a I predatori dell'arca perduta. Spero di aver fatto un buon lavoro.


Christian quanta fatica hai fatto per modificare il tuo peso corporeo dall'anoressico "uomo senza sonno" all'altletico "uomo pipistrello"? Con quale criterio selezioni i personaggi da interpretare?
Christian Bale:
In effetti i tempi di uscita dei due film mi hanno messo a dura prova. Diciamo che ho mangiato molti cibi grassi e ho fatto sollevamento pesi. É stata dura ma non impossibile.
Io non sono mai stato un fanatico dei fumetti ma quando ho cominciato a interessarmi a Batman mi sono innamorato del suo carattere quasi mitologico. É il più interessante e complesso dei super eroi. In generale se la sceneggiatura mi intriga vale sempre la pena di recitare. In altri momenti meno felici della carriera poi sei costretto ad accettare un po' tutto.


Il costume di Batman cambia in ogni film. Questa volta ci è sembrato particolarmente "spartano".
Christopher Nolan:
Doveva essere l'equivalente del fumetto. Quindi abbiamo realizzato un mantello in tessuto e non in pelle in modo da potersi gonfiare e fungere da paracadute come nelle strisce. É un tessuto che non riflette ma serve per nascondersi.

Cosa hai imparato lavorando con Spielberg ne L'impero del Sole?
Christian Bale:
All'epoca non mi rendevo conto che stavo lavorando con un maestro del cinema. Ero un ragazzino e pensavo a divertirmi. Avevo quella magnifica inconsapevolezza che poi uno perde e che i grandi invidiano ai piccoli.

Morgan e Katie potete parlarci un po' dei vostri personaggi?
Morgan Freeman:
Il mio è nuovo. Non ricordo di averlo letto nei fumetti. Non avevo riferimenti né modelli da seguire nemmeno al cinema quindi credo che l'unica difficoltà per me sia stata di imparare le battute a memoria; e poi io i film li faccio per danaro è ovvio!
Katie Holmes: Posso dire lo stesso del mio personaggio e aggiungere che nel mio caso si è trattato del primo ruolo in un film davvero importante, in un progetto così ambizioso. Mi è piaciuto interpretare la brava ragazza nella serie televisiva "Dawson's Creek" ma i tempi sono cambiati. Questa è stata un'esperienza unica.

Il film ha un cast quasi completamente inglese. Come ti sei trovato?
Christopher Nolan:
Beh ho dovuto superare la mia innata antipatia e i pregiudizi nei confronti degli inglesi ma in fondo credo che la storia che racconto sia universale.

Il riferimento a Joker nel finale ci deve far pensare a un seguito? C'è già un nuovo progetto?
Christopher Nolan:
La scena in cui si cita Joker è strumentale alla conclusione di questo film ma certamente tiene le strade aperte. Se l'interpretazione che abbiamo dato del personaggio convincerà il pubblico come ha già convinto la critica USA allora penseremo alla possibilità di realizzare un nuovo Batman. Perché no?

Come nasce il coinvolgimento di David S. Goyer nel progetto?
Christopher Nolan:
Avevo bisogno di qualcuno che conoscesse davvero bene il fumetto. Inizialmente Goyer rifiutò per ben 2 volte. Alla fine cedette forse perché voleva mettermi alla prova e non si fidava, aveva paura che non fossi all'altezza di girare un film sul suo eroe preferito. Poi una volta accettato ha scritto al prima stesura in brevissimo tempo. É andato a girare il suo film e io nel frattempo ci ho lavorato su chiedendogli sempre consigli per telefono.

Perché il nemico è lo Spaventapasseri? E perché i riferimenti ai ninja?
Christopher Nolan:
L'ho scelto perché è uno dei nemici storici non ancora utilizzati nel cinema. Inoltre l'utilizzo della paura come arma è speculare al protagonista e alle sue paure. I cattivi devono specchiarsi nell'eroe senza oscurarlo.
Ho trovato molte corrispondenze tra l'idea alla base della tecnica di combattimento di Batman e la filosofia dei guerrieri ninja.