Aldo, Giovanni, Giacomo e Marcello Cesena sul set di "Il cosmo sul comò"


autore:
Sergio Grega


commenta


Giornata speciale agli ICET Studios di Brugherio (MI) con la presentazione ufficiale del film "Il cosmo sul comò”, nuova fatica per Aldo, Giovanni e Giacomo che tornano sul grande schermo dopo 4 anni di pausa (se si considera Anplagghed un’esperienza quasi esclusivamente teatrale, solo successivamente trasportata al cinema). Alle 11.30 veniamo accolti all’interno del teatro 7 dove è presente il set dell’episodio principale della pellicola (Tsu’ nam), una scenografia che rimanda chiaramente alla filosofia zen con tanto di alberi orientaleggianti e un ponticello che fa molto mulino bianco.
Dopo le classiche foto di rito e alcune interviste rilasciate alla stampa, il trio comico e il regista, Marcello Cesena (che i più ricorderanno come il Baronetto Jean Claude a “Mai dire Lunedì”), si preparano per la conferenza ufficiale.
Prima però viene comunicata la data d’uscita: 19 dicembre 2008, in pieno periodo natalizio.
Ed è Giacomo il primo a prendere la parola.

GIACOMO: Mi sembra opportuno cominciare parlando del nuovo regista. Con Cesena ci conosciamo da molto, da quando lavorava coi Broncoviz (ndr. gruppo comico che vedeva tra le sue fila personaggi del calibro di Maurizio Crozza, Carla Signoris, Ugo Dighero e Mauro Pirovano). Poi l’abbiamo incrociato a “Mai dire gol”. Con lui però abbiamo iniziato a lavorare solo successivamente, in ambito pubblicitario e da lì ci è venuta l’idea di affidargli la regia del nostro nuovo film.
MARCELLO CESENA: Il film è a episodi. Volevamo raccontare storie diverse rimanendo ancorati a generi diversi. Il principale (Tsu’ nam), quello che fa da snodo narrativo, parla di un mondo inventato. È il fil rouge della storia e contiene dei rimandi alla filosofia zen. Poi c’è l’episodio “Osa” (ndr. che significa sia osare che l’abbreviazione di Oratorio Sant’Andrea, luogo caro ai tre comici), il più corposo, una sorta di thriller–giallo. Abbiamo poi “Quadri”, pieno di elementi gotici e di effetti speciali, che è sicuramente il più complicato. “Fecondazione” è invece quello che porterà più facilmente ad un’immedesimazione degli spettatori, in quanto parla di una coppia che vuole assolutamente un figlio. E infine “Milano Beach” (da girare a fine produzione) tratta di una famiglia che va in vacanza in un posto nel quale nessuno vorrebbe andare.
Pur essendo mirato al divertimento del pubblico, ciascun capitolo del film presenta un fondo di verità.

GIACOMO: “Quadri” è sicuramente il più particolare. Infatti interpreteremo dei personaggi dipinti su dei quadri all’interno di una pinacoteca.
GIOVANNI: Come avrete notato, abbiamo giocato molto coi titoli. L’episodio dei quadri si chiama “Quadri”, quello di Milano Beach si chiama “Milano Beach” e così via (ndr. ride).
Per il titolo del film abbiamo lottato molto (ndr. ride). Il cosmo racchiude il tutto e metterlo sul comò significa renderlo il più spicciolo possibile. Questa immagine ci piace molto.


Come mai avete deciso di separarvi da Massimo Venier?
GIOVANNI:
Domanda cattivella (ndr. ride). Il film lo produce Marcello e siamo costretti a tenercelo (ndr. ride).
GIACOMO: Scherzi a parte, avevamo bisogno di un nuovo regista. È normale che si arrivi alla fine di una collaborazione dopo aver lavorato per anni con una persona. È una logica naturale.

Marcello, come sono Aldo, Giovanni e Giacomo come attori?
MARCELLO CESENA
: Sono star un po’ capricciose (ndr. ride). In realtà il rapporto con loro è ottimo, identico a quello che si era instaurato precedentemente con la pubblicità.

Negli episodi siete presenti in egual modo? Potete dirci qualcosa di più su Tsu’ nam?
GIOVANNI:
Negli episodi ci siamo sempre tutti, con rapporti di forza diversi a seconda dei casi. In “Tsu’ nam” interpreto un  maestro cieco che non ha una grande metodologia della filosofia zen. Ha massime di vita particolari.
MARCELLO CESENA: Finalmente poi vedrete Aldo, Giovanni e Giacomo mutare molto dal punto di vista fisico, lavoreranno di trasformismo.

Potreste dirci una massima del film?
ALDO:
Tanto va la gatta al largo… (ndr. ride).
GIACOMO: È difficile. Non si possono decontestualizzare.

Quali sono state le fonti d’ispirazione?
GIOVANNI:
Nessuna in particolare. Ci sono però certamente dei tratti della vita di tutti i giorni.
GIACOMO: Ad esempio in “Fecondazione”. Si parla però di vizi in generale, senza riferimenti specifici.

Potreste dirci qualcosa anche sui ruoli femminili?
ALDO:
La Ragonese interpreta una donna della quale mi innamoro. La Finocchiaro invece farà un cameo come psicologa in “Fecondazione”. Poi ci sono mia moglie (ndr. la Fallisi), Elena Giusti e Cinzia Massironi.
MARCELLO CESENA: Victoria Cabello interpreterà un quadro nell’episodio gotico. È anche in via di definizione un ruolo importante, ovvero la suocera in “Milano Beach”. Ci piacerebbe un’attrice degli anni ’70, della commedia di allora, visto che il film presenta dei riferimenti a quel tipo di produzione.

Domanda extra – filmica. Che ne pensate da interisti di Mourinho?
GIACOMO:
Si deve dar da fare. Quello prima di lui ha vinto.

Se non vince la Champions è un fallimento?
GIACOMO:
Questa domanda va fatta a Moratti (ndr. ride).
GIOVANNI: Dovreste chiedere al regista, ne sa talmente di calcio che pensa che Mourinho sia un danzatore (ndr. ride).

E le musiche? Tu Giacomo sei un esperto, che cosa ci puoi dire?
GIACOMO:
Quest’anno mi sono auto – estromesso!
MARCELLO CESENA: Cercheremo anche in questo campo di variare molto a seconda del genere e dell’episodio. Una la possiamo già annunciare: “La stagione dell’amore” di Battiato. È perfetta per l’episodio “Osa”.
Ci avvarremo poi della collaborazione di Gino Marcelli. Vedrete, la colonna sonora sarà sfiziosa con belle canzoni accompagnate da pezzi particolari.


Avete programmi televisivi per quest'anno?
GIACOMO:
Posso dirvi di avere l’intenzione di recuperare alcuni episodi che abbiamo dovuto scartare dal film. Mi sono divertito molto a scrivere e a realizzare quest’opera. Era un qualcosa che non avevamo mai fatto.

Domanda finale. Non è una moda il ritorno a film a episodi?
ALDO:
Assolutamente no. È un qualcosa che ci è venuto naturale così. Non lo abbiamo fatto per moda.